Nell’Abetone Espe applica all’Hotel Sichi il modello di filiera AIEL

Giu 22, 2016 Off Comments in Comunicati, News, Press Area, Rassegna Stampa, Ufficio Stampa

Nel cuore dell’Abetone, a Cutigliano (Pistoia), l’Hotel Sichi è protagonista: d’inverno luogo di ritrovo per gli sciatori, d’estate punto di raccolta di villeggianti, gestito dal 1935 dalla famiglia Ceccarelli da ben 4 generazioni, non è solo un hotel con camere e sala da pranzo, ma anche bar e punto di incontro per la comunità locale. Per un’attività di questo tipo, dare confort ai clienti è la priorità, e nel dettaglio in una zona particolarmente fredda come quella del Pian degli Onta-ni, la voce riscaldamento diventa molto pesante sui costi di esercizio, dell’ordine di circa 25-30.000 euro annui.

Nel 2012 il signor Carluccio, il patron della famiglia Ceccarelli, preso come esempio positivo una piccola realtà loca-le che aveva sostituito la caldaia a gasolio con una a biomassa, ha deciso di iniziare le valutazioni di fattibilità per la sostituzione dei due vecchi (oltre 20 anni!) generatori di calore a gasolio, uno da 170 kWt e uno da 67 kWt, presenti nel-la struttura dell’albergo e del complesso bar-appartamenti assieme al conseguente ammodernamento necessario per rendere più efficace la climatizzazione a radiatori presente in tutti gli ambienti della struttura stessa. Finalmente con l’avvento del decreto 28/12/2012, l’opportunità scaturita dall’utilizzo del Conto Termico e dei suoi incentivi ha fatto decidere il signor Carluccio per l’intervento, interpellando ESPE nella persona di Massimo Matteazzi.

LO STATO ANTE INTERVENTO

In primis si è dovuto fare i conti con la logistica di strutture come questa, dove gli spazi sono sempre molto risicati e utilizzati al 99% della loro disponibilità: fortunatamente, adiacente alla vecchia centrale termica del blocco bar appartamenti, esisteva un vecchio garage adibito a magazzino, che si è rivelato perfetto per la trasformazione in nuova centra-le termica e deposito del combustibile a biomassa.

La prima mossa è stata quella di esegui-re un layout preliminare, per capire se il locale disponibile era sufficiente per le esigenze del cliente e in secondo luogo, è stato necessario affrontare la tra la burocratica per il cambio di destinazione d’uso del garage, e l’ottemperanza alle norme che regolamentano le centrali termiche ai 􀀂ni dei Vigili del Fuoco. Una volta superato l’onere burocratico, sempre molto importante e talvolta decisivo, si è proceduto alla definizione della progettazione esecutiva, con il rispettivo layout idraulico, meccanico ed elettrico.


I LAVORI NEL DETTAGLIO

La scelta impiantistica di ESPE poggiava sulla necessità di accorpare la potenza complessiva delle vecchie caldaie a gasolio in un’unica caldaia a biomassa, necessariamente compatta, in classe cinque, con ottime emissioni, automatica in alimentazione, gestione della cenere e degli accumuli termici: in una parola Lindner&Sommerauer SL250-T a cippato di legno da 250 kW. Conseguentemente, deposito del cippato, sistema di alimentazione, accumulo termico e distribuzione del calore sono stati dimensionati ad hoc. Partendo dal deposito, questo è stato ricavato da una parte dell’ex garage, con compartimentazione EI120, della dimensione di 4,5 × 4,5 × 2,8 metri e un volume utile di circa 40 m3 (autonomia nella stagione critica di circa 10 giorni), l’ideale per un’utenza del genere che va a cippato di legno. Il carico del combustibile viene effettuato grazie a una fossa esterna da 1 m3 collegata a una coclea orizzontale a sotto per il trasporto del cippato all'interno del deposito: il tutto in sicurezza, senza sporcare e velocemente.


Nel fondo del deposito del cippato è stato posizionato un sistema di estrazione a braccio snodato e coclea orizzontale, per sfruttare al meglio tutta la volumetria disponibile. La caldaia viene alimentata allo stocker con un’altra coclea obliqua (45°) che contiene la valvola a sicurezza positiva con serranda antincendio. Dopo la caldaia, il diagramma di funzionamento termina con il sistema di estrazione e di carico della cenere, con contenitore dedicato da 240 litri, il quale richiede intervento di svuotamento massimo 3 volte all'anno in condizioni normali di utilizzo.

Per quanto riguarda la parte idraulica, il circuito primario è stato collegato con due accumuli inerziali da 2.500 litri ciascuno in serie, per la corretta stratificazione e per garantire funzionalità e performance della SL250-T. Tramite un col-lettore, il circuito idraulico secondario convoglia l’energia termica alle 3 utenze principali: due nei pressi dell’edificio dove sono situati il bar e gli appartamenti e la terza tramite una piccola rete di teleriscaldamento gestita da un circolatore dotato di inverter operante sul Δt. Questa soluzione permetterà di risparmiare oltre il 70% rispetto alla precedente spesa per la climatizzazione.

CONTO TERMICO: LA CHIAVE PER LA SVOLTA

Nella congiuntura economica in cui ci troviamo, malgrado l’opportunità certa di poter risparmiare pesantemente, decidere di investire ben 110.000 euro e credere nella propria azienda è una scelta coraggiosa: l’Hotel Sichi e la famiglia Ceccarelli, nella lungimiranza che li contraddistingue, hanno preso al volo l’opportunità di godere delle incentivazioni del Conto Termico, le cui pratiche sono state inoltrate nel mese di maggio 2016. L’accesso porterà un contributo significativo all'investimento, nell'ordine di 63.000 euro circa, da percepire in 5 anni.

APPLICAZIONE DEL MODELLO DI FILIERA AIEL

In questo caso il ruolo di AIEL ha fatto da collante per questa esperienza professionale: l’eccezionale risultato dell’Hotel Sichi è nato dalla sinergia tra la professionalità di ESPE e la Filiera della biomassa della zona dell’Abetone: nel caso specifico, infatti, le forniture di cippato certificato saranno garantite all'Azienda Agricola Fattoria La Piastra di Cutigliano (Pistoia).

fonte: redazione AIEL